Articoli con tag: short stories

I libri di novembre 2018

Una confessione, così, all’inizio della consueta rassegna di fine mese: non è da molto tempo che mi sono liberata di certe sovrastrutture mentali. Per lungo tempo le mie letture sono state inclini a un certo grado di uniformità letteraria e

I libri di novembre 2018

Una confessione, così, all’inizio della consueta rassegna di fine mese: non è da molto tempo che mi sono liberata di certe sovrastrutture mentali. Per lungo tempo le mie letture sono state inclini a un certo grado di uniformità letteraria e

I libri di luglio 2018

Dovere e piacere: i due poli che hanno fatto oscillare le mie letture di luglio. Se da un lato la settimana azzurra (è stata battezzata così la settimana che ho trascorso in surf house in Portogallo a metà mese) non

I libri di luglio 2018

Dovere e piacere: i due poli che hanno fatto oscillare le mie letture di luglio. Se da un lato la settimana azzurra (è stata battezzata così la settimana che ho trascorso in surf house in Portogallo a metà mese) non

I libri di giugno 2018

Giugno se n’è andato e non ritorna più. E il treno delle letture è rimasto fermo alla stazione di maggio. Questo mese ho letto molto poco, e non so precisamente perché. Ognuno di noi ha i suoi mesi buco nero,

I libri di giugno 2018

Giugno se n’è andato e non ritorna più. E il treno delle letture è rimasto fermo alla stazione di maggio. Questo mese ho letto molto poco, e non so precisamente perché. Ognuno di noi ha i suoi mesi buco nero,

I libri di maggio 2018

Dopo gli articoli, i libri. Una breve (e spero utile) carrellata delle mie letture americane del mese (quelle nuove, ho escluso le riletture). Per ogni libro una valutazione a stelle e strisce (da 1 a 6 🇺🇸) e qualche appunto. Godeteveli! La

I libri di maggio 2018

Dopo gli articoli, i libri. Una breve (e spero utile) carrellata delle mie letture americane del mese (quelle nuove, ho escluso le riletture). Per ogni libro una valutazione a stelle e strisce (da 1 a 6 🇺🇸) e qualche appunto. Godeteveli! La

C’era una volta una donna di 38 anni né sposata né infelice

Qualche tempo fa ho letto un breve memoir di un professore americano in cui c’era scritto più o meno questo: è incredibile come noi continuiamo a fare la nostra vita normale, ad andare dietro al gregge dei nostri appuntamenti e dei nostri affanni,

C’era una volta una donna di 38 anni né sposata né infelice

Qualche tempo fa ho letto un breve memoir di un professore americano in cui c’era scritto più o meno questo: è incredibile come noi continuiamo a fare la nostra vita normale, ad andare dietro al gregge dei nostri appuntamenti e dei nostri affanni,

“Non sono mai stata nell’ovest prima”. È terra per davvero?

No. L’ovest e la terra non sono due cose di materia. Non per gli Americani, non per i loro lettori, non per chi della terra – promessa, maledetta, dura, sterminata e lontana – ha sete e bisogno. Per loro, per

“Non sono mai stata nell’ovest prima”. È terra per davvero?

No. L’ovest e la terra non sono due cose di materia. Non per gli Americani, non per i loro lettori, non per chi della terra – promessa, maledetta, dura, sterminata e lontana – ha sete e bisogno. Per loro, per

Charles D’Ambrosio: come Carver, ma a colori

Raymond Carver ci ha insegnato che la vita di provincia americana vive di una sorda corposità e di contorni rifiniti e scolpiti nel silenzio. To carve, in inglese, significa “scolpire, cesellare”: Carver, in letteratura, ha finito così per significare cesellatore, scultore di scrittura.

Charles D’Ambrosio: come Carver, ma a colori

Raymond Carver ci ha insegnato che la vita di provincia americana vive di una sorda corposità e di contorni rifiniti e scolpiti nel silenzio. To carve, in inglese, significa “scolpire, cesellare”: Carver, in letteratura, ha finito così per significare cesellatore, scultore di scrittura.

La primavera è un bacio, anzi due

Nell’universo unico di rimandi e incroci che diventa la nostra immaginazione quando nutrita, per un lungo periodo di tempo, esclusivamente di racconti, a volte capita che alcuni personaggi si incontrino e che, senza saperlo, si completino. Non sono una grande

La primavera è un bacio, anzi due

Nell’universo unico di rimandi e incroci che diventa la nostra immaginazione quando nutrita, per un lungo periodo di tempo, esclusivamente di racconti, a volte capita che alcuni personaggi si incontrino e che, senza saperlo, si completino. Non sono una grande

Che racconto è l’America?

Nella prefazione a Undici solitudini di Richard Yates – libro che raccoglie, appunto, undici racconti dello scrittore americano – Paolo Cognetti scrive: Nonostante le differenze tutti i racconti possiedono una voce, la stessa voce, e impressionano per come compongono un progetto

Che racconto è l’America?

Nella prefazione a Undici solitudini di Richard Yates – libro che raccoglie, appunto, undici racconti dello scrittore americano – Paolo Cognetti scrive: Nonostante le differenze tutti i racconti possiedono una voce, la stessa voce, e impressionano per come compongono un progetto