I libri di giugno 2019

Un mese che potrebbe essere stato fatto di carta, per quanto mi riguarda! Ho letto moltissimo e mediamente bene. Ho avuto il piacere di stare in compagnia di uomini tanto avvicinabili quanto, a loro modo, eccezionali (sia gli autori che i personaggi). Ho fatto un viaggio – o almeno così mi è sembrato – a bordo di macchine che non accettano di buon grado di fermarsi. Proprio come fanno i bei libri!

Buon viaggio anche a voi.

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  • Sportswriter 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Entrare nella vita – anzi, nella testa – di Frank Bascombe non è stato facile, all’inizio. Il primo libro (di quattro) che Richard Ford dedica al suo alter ego del New Jersey inizialmente spiazza, e un po’ rischia di annoiare: numerosi spostamenti in auto ma poca azione, continue divagazioni e domande introspettive, flussi di pensieri ordinati ma sovrabbondanti, parecchi tentativi di cambiamento a fronte di pochi goal. Che sia questa la vita normale di ognuno di noi? Eh sì, lo è. Una volta capito questo, una volta entrati nella testa di Frank Bascombe – inteso come uno qualsiasi di noi tutti – uscirne è impossibile.
  • Il giorno dell’Indipendenza 🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | E per fortuna non dobbiamo. Ford ci fa incontrare nuovamente Frank quando lui ha 44 anni (prima ne aveva 38), fa l’agente immobiliare (prima era un giornalista sportivo) e ha una relazione con Sally (prima l’aveva con Vicki e prima ancora con Ann, la ex moglie) che lo porta spessissimo a frequentare il Jersey Shore (tutto il New Jersey è descritto magnificamente). Si avvicina il Giorno dell’Indipendenza e lui e il figlio Paul fanno una gita dall’esito disastroso che forse segnerà il futuro del loro rapporto. Quel che è certo è che, purtroppo, c’è qualcos’altro di disastroso in questo romanzo: la traduzione italiana. Chi può lo legga in inglese!
  • Lo stato delle cose 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Il più lungo e il migliore della quadrilogia, secondo me. Frank ha due terzi della sua vita alle spalle (ora ha 55 anni), è malato (ma sopravviverà e lo sa) e i suoi bilanci, le sue ricerche esistenziali, le sue relazioni si sono fatte più ironiche. Ancor di più, tendono verso una leggerezza che forse – ci fa capire lui stesso – è il vero sintomo della maturità. Adatto per chi vuole leggerne solo uno dei quattro.
  • Tutto potrebbe andare molto peggio 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | All’eta di 68 anni, dopo che l’uragano Sandy ha spazzato via buona parte della sua vita e dei suoi ricordi materiali, Frank deve fare i conti con quattro persone che pensava di aver lasciato nel passato (tra cui la ex moglie Ann, personaggio a me molto caro). È il più snello dei quattro libri, è un arrivederci senza strappi seppur malinconico.
  • Born to Run 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | L’intera vita di Frank Bascombe fa il paio con l’intera vita di Bruce Springsteen, anche lui nativo del New Jersey (se non vero e proprio eroe del New Jersey). Fa uno strano effetto leggere la sua autobiografia: Bruce è una rockstar, non solo uno scrittore. Se la prima qualifica gli permette di prendersi delle libertà stilistiche notevoli (spesso sembra di sentirlo parlare, le frasi sono pronunciate, non scritte), la seconda lo rende abile – direi, poetico – nell’affondare le mani in zone esistenziali davvero delicate, in stereotipi, confessioni, aneddoti, avventure che, raccontate da un altro, risulterebbero come minimo pretenziose. Le sue canzoni sono storie senza dubbio migliori di queste pagine: migliori per potere evocativo, struttura poetica, ricerca stilistica e tante altre cose. È altrettanto indubbio, tuttavia, che scoprire come è arrivato a comporle dà un certo gusto.
  • Via dal mare 🇺🇸🇺🇸🇺🇸🇺🇸 | Ben Marcus è tornato! E l’ha fatto a bordo di una piccola barca a vela la cui rotta è la scrittura stessa: in una escalation di surrealtà e distopia, di racconto in racconto i suoi personaggi ci portano vicino al futuro. Quella di Ben Marcus è scrittura dell’avvenire.. e non sempre questo è rassicurante! (PS: ho dedicato a questo libro una puntata del podcast e presto ne seguirà un’altra.)

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