Gli articoli americani di dicembre 2018

Numeri. Numeri. E ancora numeri. A dicembre sembra che i giornali non possano parlare d’altro: classifiche, liste, best&worst dominano la scena e se ci pensate è curioso, come ai numeri una volta all’anno venga delegato il compito di gestire, ordinare, classificare le parole, come fossero gli unici in grado di farlo.

E gli altri 11 mesi? Chi si occupa di gestire, ordinare e classificare le parole negli altri mesi dell’anno? Nessuno, il caos.

Nonostante io abbia sempre patito le liste e non ami particolarmente i numeri (preferisco il caos delle parole, questo è certo), per l’ultima rassegna giornalistica di quest’anno ho raccolto alcuni approfondimenti che, in effetti, hanno a che fare con la matematica. O meglio, hanno a che fare con l’enumerazione: dai libri agli ufo ai podcast, dall’attualità al costume alla grafica, anche l’America sembra si legga meglio quando a interpretarla sono dei numeri.

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  • Togliamocele subito, le famigerate liste dei migliori libri dell’anno. Ne ho scelte 3, per tre diversi motivi: quella del New Yorker per la sua autorevolezza, quella di Vulture per la sua varietà, quella di Farrar, Straus and Giroux per la sua profondità (è questa, infatti, che consiglierei a chi si chiede che sapore hanno la letteratura e il lavoro editoriale negli States).
  • Le liste italiane non mi hanno conquistata ma ho apprezzato questa di Wired se non altro perché mi ha obbligato a chiedermi quante di queste 50 scrittrici io avessi già effettivamente letto o intendessi leggere. Io ho superato il mio esame personale, e voi?
  • Se il vero lato positivo di queste liste sta nel loro essere dei potenziali consigli di lettura, allora facciamoceli dare per davvero due consigli. Da qualcuno che, possibilmente, abbia una visione della lettura il più originale e obliqua possibile. Ho amato i 10 libri preferiti di William Finnegan più di quanto li abbia amati lui, secondo me. Per chi non lo conoscesse, Finnegan è quel giornalista del New Yorker che ha vinto il Pulitzer qualche anno fa per aver raccontato la sua vita (e il mondo, la passione, l’avventura, la tenacia, l’epica) sul surf. Lo trovate qui.
  • Grafici all’ascolto ne abbiamo? O anche lettori che, come me, scelgono i libri dalla copertina? Non ho mai nascosto la mia predilezione per le jackets americane: questa lista mi offre 75 buone ragioni per continuare ad adorarle e, allo stesso tempo, per cercare di convincere anche voi.
  • Chiudiamo ora i libri e apriamo le orecchie. Il 2018 in Italia è stato un anno particolarmente buono per chi le storie le vuole ascoltare: podcast e audiolibri, infatti, hanno finalmente sfondato il muro della diffidenza e ad oggi contano tantissimi affezionati. Ma negli Stati Uniti? Negli Stati Uniti si viaggia come sempre con almeno 5-6 anni di anticipo. E il 2018 vanta addirittura 100 outstanding podcast. Che non sono certo pochi.
  • Come non sono poche nemmeno queste 23 mappe che dimostrano come gli uomini non stiano viaggiando a tutta velocità verso l’apocalisse ma come, al contrario, vivano in un mondo sempre migliore. Certo, bisognerà continuare a proteggerlo e a difenderlo dalle nostre stesse minacce, questo mondo; ma è innegabile che molto del malcontento che urla sui nostri social network (e che manda al governo degli incompetenti populisti fomentatori d’odio) sia, in una parola, infondato.
  • Più si cerca di odiare e dividere, più si resiste per riuscire a riunire: il 2018 ha scritto una pagina nerissima nella storia degli Stati Uniti e i diritti umani. La decisione del governo di separare i genitori considerati immigrati illegali dai propri figli al confine con il Messico ha sancito il momento di non ritorno per moltissimi avvocati, giudici, funzionari di stato, normali cittadini. Soprattutto quando si è scoperto che il numero dei bambini portati via ai loro genitori era vicino ai 3.000. Questa storia racconta una battaglia combattuta e vinta, ma che speriamo non si debba raccontare mai più.
  • Sapete come si chiamano in americano gli immigrati illegali? Aliens. Ecco, io la trovo una cosa orribile e ingiusta, anche perché gli alieni esistono per davvero. E non possono essere confusi con gli umani. Qui ci sono 13 storie che mi danno ragione.
  • A volte per sentirsi alieni, tuttavia, bastano le differenze culturali. Compiere 15 anni per noi Europei non ha certo lo stesso significato che ha per le ragazze latine che abitano in Florida o nel South. Queste immagini lo raccontano così bene che facciamo forse un po’ fatica a credere che sia tutto vero.
  • Non c’è dubbio, invece, che queste siano immagini di un’autenticità davvero affascinante: è il lavoro di una fotografa a bordo dei treni del North Carolina, un lavoro che si intitola, evocativamente, Rust and Dreams. E quale sarebbero i numeri di questo pezzo? Beh, quello che li contiene tutti: l’infinito. Come le miglia impolverate che si possono percorrere sui treni americani, come i sogni e le storie a stelle e strisce che nonostante tutto speriamo di portarci anche in questo giro di anno!

  1. Andrea

    Grazie, articolo preziosissimo; ho cercato subito l’uomo invisibile ma non si trova. Quando passi da Roma hai un invito a cena garantito.
    Andrea Scognamillo

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  2. Grazie per tutti gli spunti. Su una cosa però bisogna far attenzione.
    Negli Stati Uniti è “alien” chiunque non sia cittadino. Dunque non solo l’immigrato illegale.
    Io sono una “resident alien”, per esempio, perché pago le tasse qui. Oppure: chi viene in vacanza negli USA ed entra con l’ESTA è un “non resident alien”.
    Gli immigrati illegali, appartenenti per ovvie ragioni alla più grande categoria degli “aliens” (i non cittadini appunto), sono “illegal immigrants”.
    Sentire la parola “alien” fa impressione, lo ammetto per aver provato anche io un certo disagio, ma forse perché abbiamo un “bias” nei confronti della parola: siamo influenzati dai film sugli extraterrestri!
    Il diritto dell’immigrazione americano e la terminologia utilizzata sono piuttosto complessi, sminuzzati in miriadi di categorie. Ma, a dirla tutta e dopo qualche anno di esperienza, a far paragoni con la burocrazia italiana non so chi ne esca meglio…

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  3. P.s. buon anno nuovo! Qui non abbiamo ancora stappato lo spumante!

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  4. Cra Musa ( mi piace il tuo Nome ) ,

    i Podcast hanno successo la, dove le mamme o nonne leggevano i libri ai bambini ammalati o convalescenti. Il difetto qual’è? E’ che in uno stato febbrile appaiono le immagini che si fisseranno nella memoria adulta.

    Evoluzione della specie? Nasce la nonna Televisione.

    In una società come la nostra dove i media hanno invaso la vita quotidiana di ognuno di noi, sentire una voce che narra è prassi consolidata )TV, Radio, video, musica al super mercato ecc. I media sono la voce della nonna e della mamma. I vocioni maschili sono quasi spariti dai telegiornali che narrano bufale che spesso perdoniamo perche femminili e oche. Quindi, come sostenevano all’inizio del secolo Gertrude Stein, Picasso e Duchamp, in arte si usano più le orecchie che gli occhi, è vero, perché il disastro Nazista e Fascista sono frutto del sentito dire dalla Radio (PodCast). I due regimi governavano i loro popoli con l’ausilio delle “sirene” radiofoniche. Si diceva Uisse nel passare legato davanti alla Grande Prateria verde : “Levatemi! Serve non cedere a tentazione”. Pare ascoltasse Jazz e Rock and Roll ^__^

    Quindi ci troviamo davanti ad una società globale “analfabeta funzionale” che parla e si comporta “per sentito dire”. Oggi, non si medita più come gli antichi maestri orientali e filosofi, … ma si riferisce per ascolto avvenuto. Il riportare l’ascoldo dell’ascoltato non genera inaffidabilità ma varianti stupiede. Diceva Salvatore Dal’: “Detesto quelli che mi raccontano i loro sogni perché ne vedo altri diversi dai suoi”

    Da qui la crisi dell’editoria e della letteratura in generale. Se poi, questa crisi prolungata (attuale) consuma tutti gli ordini impartiti al “popolo pubblico”, quando gli argomenti politici direzionali finiscono, per mancanza di credibilità, ecco apparire sula scena della Ribalta, un condottiero contabile che in modo serioso comincia a parlare coi numeri e profetizzare in modo cameristico l’avvenire. Spostare le percentuali d’indagine asserendo che di calcoli ed equazioni difficili di cui parla, sono assoluti e di crederlo sulla parola “Dovete credermi… ho studiato” (Mario Monti) comportandosi come uno squilibrato. Insomma, l’economista è uno che da i numeri sulla plancia di comando a un popolo di sordi orecchiosi, e siccome non ne becca una, viene sostituito a breve con altri falsari economisti piu giovani di lui.. Dice la signora Longati di Tortona : “Come parla bene… e che bel sorriso che ha!” votandolo. ^_^

    Ecco la politica che cede il passo ai matti, confabulatori con linguaggi prosaici composti da desinenze latine e spergiuri raglianti popolari (Dario FO ne fu gran maestro, incantando gli inglesi). Linguaggio di un latino baldanzoso ostico come quello della maschera italiana dottor Balanzone o il Nobile Pantalone della Commedia Italiana. che si spacciavo avvocati azzeccagarbugli e medico condotto.

    Che tu stia diventando americana non lo metto in dubbio, perché il primo sintomo americano è quello credere negli extraterrestri e magari che l’Apollo abbia sbarcato astronauti Nasa sulla Luna vero? Questi due sintomi sono l’effetto tridimensionale dell’America. Uno per “sentito dire”, e l’altro per “ averlo visto” in TV. Ecco uscire dalle orbite (occhi) i mostri extraterrestri a cui pprontamente sparare con la Colt.

    Musa… il male del secolo è “l’analfabetismo funzionale” Vivere senza, non ci fa sentire sufficientemente occidentali.

    N.B. È impossibile per un essere biologico andare oltre le fasce di Van Allen, sono fasce protettive antibatteriche di un essere vivetene unicellulare di nome:Terra. Nessuno entra e nessuno esce vivo dal suo ovovcita. (per bombardamento ionico e altro..)

    fai un giretto qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Fasce_di_van_Allen

    e se acquisisci bene la lezione, lì in America, quando parli degli Alieni e sbarchi lunari, stordisci tutti. Potresti vantare discendenze da fisici italiani rinascimentali.

    Strabilieresti…. *___=

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