Ottobre 2018 | I Book Riders nella Rollin’ California

Questo è il tour dei tour, questo è il viaggio nelle storie che hanno forgiato il nostro immaginario americano dall’inizio dei tempi: la strada da e verso la California, San Francisco con le sue colline e le sue melodie intonate alla libertà, la scrittura che prende forma su un rullo come le note di un jazz, l’idea che è solo on the road che si impara davvero cos’è l’America. Anche quando quel viaggio è disperato e primitivo, come fu per Tom Joad e per gli altri personaggi di John Steinbeck; anche quando quel viaggio somiglia di più a una poesia di protesta, come fu l’urlo di Allen Ginsberg e le parole ebbre di tutti gli altri Beat.

Questo è un tour dentro il tour, con due giorni e due notti trascorsi interamente su uno dei treni Amtrak, il leggendario California Zephyr, che con i suoi vagoni lounge e il suo rullare lento attraversa tutto l’ovest americano e offre ai suoi passeggeri innumerevoli sorprese: una sosta sigaretta a Salt Lake City, una sbirciata veloce a Denver, un tramonto dietro i canyon, un libro da leggere sul sedile e tantissime storie da scambiare con i propri vicini (un assaggio qui).

Da quando sono nati i Book Riders non ho mai trovato, per nessuno degli altri tour, una frase di accompagnamento calzante e suggestiva più di quella che Jack Kerouac mi ha regalato per questo viaggio: l’abbiamo messa lassù sul sedile blu della locandina, vicino al finestrino da cui si intravede San Francisco. Per me è stato un segno. L’abbiamo lasciata in inglese, abbiamo prediletto il ritmo delle parole, il potere di quella visione a discapito di una perfetta conoscenza del significato. Perché i grandi classici fanno questo, no? Ci raccontano qualcosa di noi e del mondo con fare definitivo ma inafferrabile.

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It seemed like a matter of minutes when we began rolling in the foothills before Oakland and suddenly reached a height and saw stretched out of us the fabulous white city of San Francisco on her eleven mystic hills with the blue Pacific and its advancing wall of potato-patch fog beyond, and smoke and goldenness in the late afternoon of time.

Ed è proprio questa suggestione, quest’aria dorata e fumosa che io e XPLORE vogliamo portarvi a respirare. A vivere. A fare vostra. Insieme alle parole, alle canzoni, alle fotografie e alle storie leggendarie di alcuni grandi scrittori americani.

 

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Più passano i viaggi (questo è il sesto!), più aumentano i Book Riders, più sono convinta che là dove geografia e letteratura si incontrano, là dove la sella dei nostri motori letterari ci conduce, quello è veramente il posto dove gli Stati Uniti si svelano per davvero. Quello è il posto dove vale la pena viaggiare.

Comodi, sorpresi e ispirati.

Ready to hit the road?

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PS: se siete stati attenti avrete notato che il logo dei Book Riders è sempre lo stesso nella forma generale ma cambiano i pop-up ogni volta che cambia la destinazione. Per l’Illinois c’erano un silos e un grattacielo (le due anime dello Stato); per la Californoir la collina di Hollywood e la tavola da surf con una dalia nera disegnata sopra; per il Pacific Northwest lo Space Needle di Seattle, il Mount Rainer e un pescatore; per la Magic Louisiana il tipico battello del Mississippi con una band che ci suona sopra e l’albero di True Detective che minaccia da dietro, per il selvaggio Texas un cavaliere solitario che corre nel deserto, con dietro le montagne e in lontananza Austin. Questa volta  Se anche voi come me pensate che questa sia una figata totale, ringraziate il caro Thomas Guiducci: l’ha pensata e realizzata lui! Qui li vedete tutti.

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  1. Pingback: Un viaggio letterario con i BookRiders de La McMusa | Storie di San Francisco

  2. Pingback: L’anelito impetuoso di San Francisco | La McMusa

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