Cosa faccio con Black Coffee

Una cosa che sa di antico: la voce narrante.

Mi fa sorridere (a volte anche penare) il fatto che per definire i miei lavori, le mie professionalità io debba inventare dei nomi, o se non proprio inventarli almeno trascorrere delle ore a provarmene alcuni, come fossero abiti: guida letteraria la maggior parte del tempo, on the road e dietro lo schermo (i miei jeans e maglietta), maestra di sera e nei weekend (le mie gonne lunghe con giacca), voce narrante nelle occasioni speciali (i miei accessori eleganti).

Immaginate quando qualcuno mi chiama blogger: è come se improvvisamente mi ritrovassi nuda, non so mai cosa dire a chi mi vede così. Per fortuna Sara e Leonardo, i fondatori della casa editrice Black Coffee, questa parola non me l’hanno mai fatta indossare, nonostante abbiano visto della mia persona cose ben più imbarazzanti della nudità.

Tipo la mia frangia bionda ossigenata in una notte d’idiozia

E questo, ovviamente, ci ha unito. Ci ha unito come ci ha unito la stessa visione dell’America, una terra di sogni e di incubi, di pianure emotive e picchi di genio che impedisce alla nostra sete di storie di trovare pace; come la stessa voglia di parlare di libri in modo nuovo, togliendo di mezzo le sedie e mettendo al centro l’esperienza, la drammaturgia, la leggerezza, qualche battuta e infiniti rimandi pop; come l’intenzione di far arrivare ai nostri ascoltatori o lettori quell’inconfondibile aria di novità che gonfia anche la più sperduta e sbrindellata bandiera a stelle e strisce.

Ci siamo trovati e ci siamo divertiti.

Adesso partiamo per un piccolo grande tour in giro per l’Italia per raccontare questo divertimento letterario anche a voi. A volte troverete solo me, a volte troverete me e Sara e Leo, a volte me e degli ospiti speciali. Non ho mai visto una casa editrice andare in tournée, sono felice di farlo io cantando con la mia voce narrante dei libri che, ad ogni lettura, uno dopo l’altro, riaccendono i riflettori della mia inestinguibile passione per la letteratura americana.

In fondo ho sempre voluto essere, semplicemente, una rockstar: questo è il punto più vicino che ho (finora) raggiunto.

In questa foto c’è una cosa che non rivedrete mai più e una che invece rivedrete molto spesso: la mia frangia e la faccia di Leo. In quest’ordine 😉

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  1. Buon tour McMusa!!

    PS: ma dove andrete di preciso?

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