Novembre 2017 | I Book Riders nel Wild Wild Texas

Quando viaggiò in lungo e in largo per il suo paese, John Steinbeck descrisse il Texas usando due frasi che, negli anni, rimasero leggendarie: Texas is a state of mind, da un lato, e Poche persone hanno il coraggio di indagare il Texas, perché temono di perdere ogni certezza nel suo paradosso, dall’altro. Come dire: un’identità così forte è rara da trovare, ma attenzione, lo è ancor più da capire. Cosa vediamo di queste ampie praterie, cosa sappiamo di questi rudi cowboy, cosa svela quella lontana ed echeggiante frontiera nella calma della polvere che si dissolve dopo una grande cavalcata?

Una leggenda vivente alimentata da film, romanzi, storie più o meno vere con protagonisti i pistoleri, gli indiani e i cavalli, articoli di giornale e bollettini politici, il Texas è un po’ come New York: tutti pensano di conoscerlo, tutti – io, tu, i nostri amici – pensano di saper rispondere a quelle domande, ma nessuno sa farlo davvero finché non vi si reca in esplorazione. E forse neanche allora.

“Questo è ciò che molte persone pensano del Texas: pianure polverose e vaste praterie picchiettate di rotolacampo e artemisia; il solito canyon screziato e i bacini ampi; un luogo abitato da allevatori di bovini e cowboy e cavalli; il tutto sotto un cielo enorme e aperto. Il Texas è i film di John Wayne e le mastodontiche trivelle di petrolio e il presidente George W. Bush e il posto dove, secondo una famosa canzone, vivono tutte le ex di George Strait. È tutto vero.”

Solo che c’è molto di più.

Racconta così la scrittrice Cristina Henríquez che, come noi, arriva nel Lone Star State da fuori e ne riconosce subito stereotipi e smentite; raccontano così Gloria Hanzaldúa e George Saunders, due scrittori così diversi tra loro eppure così puntuali e toccanti quando si tratta di capire cos’è il confine con il Messico; raccontano così alcuni scrittori giovani e cool – Ben Fountain, Ben Lerner, Merritt Tierce – che vivono un Texas contemporaneo che forse John Wayne è arrivato persino a disconoscerlo; raccontano così, infine, le ultime elezioni, i paesini alternativi della Hill Country, i quartieri hipster della capitale, la musica.

Ve lo racconterò anche io, se vorrete, che in Texas ci sono stata lo scorso novembre in occasione proprio delle elezioni presidenziali e di un indimenticabile appuntamento letterario e che da lì non sono davvero mai tornata: il Texas mi ha obbligato a fermarmi, a fermare la corsa delle cose già sapute e capite, e a mettere tutto in discussione. Non c’era riuscito nessun altro, prima.

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Dalle praterie insanguinate raccontate da Cormac McCarthy ai cieli romantici di Larry McMurtry, dagli scheletri dei longhorn nel deserto ai festival culturali di Austin, dalla frontiera come mitologia alla frontiera reale con il Messico, dal cinema alla politica, il Texas svela la sua lunga e complessa storia fatta di cowboy e musicisti, petrolieri e indiani, ranch e caffè letterari, motel e saloon, cavalli selvaggi e diner, stivali impolverati e bandiere con la stella solitaria: una storia di cui conosciamo il forte orgoglio storico ma non ancora la carica verso il nuovo.

Ed è proprio questo incontro tra tradizione e futuro, questo sorprendente mix di polvere e glam che io e XPLORE vogliamo portarvi a conoscere. A vivere. A fare vostro. Insieme alle parole, alle canzoni, alle fotografie e alle storie leggendarie di alcuni grandi scrittori americani.

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Più passano i viaggi (questo è il quinto!), più aumentano i Book Riders, più sono convinta che là dove geografia e letteratura si incontrano, là dove la sella dei nostri motori letterari ci conduce, quello è veramente il posto dove gli Stati Uniti si svelano per davvero. Quello è il posto dove vale la pena viaggiare.

Comodi, sorpresi e ispirati.

Ready to hit the road?

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PRONTUARIO

In Texas andremo in tanti. Negli scorsi mesi abbiamo ricevuto numerose manifestazioni di interessamento e innumerevoli di affezione al progetto: oltre a ringraziarvi tantissimo e a chiedervi di non smettere mai di darci il vostro prezioso appoggio, questa volta prevediamo di portarvi in America non solo in 8 ma in 16!

Per far questo, però, abbiamo bisogno della vostra collaborazione. Chi è seriamente intenzionato a partire ce lo comunichi al più presto, così che, in ordine di prenotazione, inizino a formarsi i due gruppi e, di conseguenza, noi si riesca a fare una previsione abbastanza affidabile di entrambi i tour. È possibile richiedere la quotazione in camera singola ma è sinceramente incoraggiata la condivisione della camera con un altro partecipante (dello stesso sesso).

Dubbi.

  1. Che cos’è l’ordine di prenotazione? L’ordine di prenotazione è molto simile all’ordine cronologico (chi prima prenota meglio sta) e prevede il versamento di un acconto.
  2. Preferenze di date: puoi esprimerle? Ovviamente sì, ma apprezziamo anche la tua flessibilità.
  3. Che differenza c’è tra un tour e l’altro? Cambiano alcune destinazioni e festività (il primo include il Texas Book Festival, il secondo il Big Bend Park al confine con il Messico; il primo fa San Antonio, il secondo Fredericksburg; infine, il primo include Halloween, il secondo il Thanksgiving), ma sono pressoché identici.
  4. Posso dare la mia adesione e poi ritirarla? NO. Nel rispetto del nostro lavoro e degli altri partecipanti, dacci la tua adesione solo se e quando sei sicuro di partire al 100%. I ripensamenti purtroppo ci danneggiano.

Tutto chiaro? Sì?

Allora dichiaro ufficialmente aperte le iscrizioni:)

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PS: se siete stati attenti avrete notato che il logo dei Book Riders è sempre lo stesso nella forma generale ma cambiano i pop-up ogni volta che cambia la destinazione. Per l’Illinois c’erano un silos e un grattacielo (le due anime dello Stato); per la Californoir la collina di Hollywood e la tavola da surf con una dalia nera disegnata sopra; per il Pacific Northwest lo Space Needle di Seattle, il Mount Rainer e un pescatore; per la Magic Louisiana, infine, il tipico battello del Mississippi con una band che ci suona sopra e l’albero di True Detective che minaccia da dietro. Questa volta, per il Texas, c’è un cavaliere solitario che corre nel deserto, con dietro le montagne e in lontananza Austin. Se anche voi come me pensate che questa sia una figata totale, ringraziate il caro Thomas Guiducci: l’ha pensata e realizzata lui! Qui li vedete tutti.

 

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