7 storie per uno stato: è arrivata una cartolina dal Pacific Northwest

Inizia sempre così, la storia di come i Book Riders cercano di mandare una cartolina a casa. Iniziava così, in Illinois e in Californoir; inizia così adesso che siamo tornati dal terzo tour letterario, quello nel Pacific Northwest, e di quel tour non riusciamo a conservare in testa solo un’immagine, solo un racconto, solo un’unica visione. Non riusciamo a farlo stare tutto in una sola storia, perché qui le storie sono tante e sono potenti.

Anche se, vi assicuro, ci abbiamo provato.

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Nella buca delle lettere non ci stava. L’abbiamo piegata, arrotolata, stretta e compressa, e però comunque lei non ci stava. L’abbiamo spinta a forza, qualcuno voleva saltarci di sopra come si fa con le valigie troppo piene, l’abbiamo pregata di entrare nella buca delle lettere, e però comunque lei non ci entrava.

Allora dalla buca delle lettere l’abbiamo tolta, l’abbiamo riaperta, smontata, frammentata, abbiamo preso ogni suo foglio e l’abbiamo disteso a terra, poi ci siamo radunati intorno e, uno a uno, li abbiamo guardati: erano 7 ritratti diversi, un colore di fondo sempre uguale – il verde – che però cambiava sempre ogni volta che cambiava il ritratto, un gruppo di gente insieme che eravamo noi e alla fine, al centro di tutto, una grande storia.

7 storie per una sola cartolina.

7 storie per un angolo d’America, il Pacific Northwest, che ci ha accolti nella sua remota intimità e ci ha sorpresi con quella delicata poesia che è propria solo di chi vive lontano dalle furie centrifughe del mondo.

1. L’inizio e la fine. I confini di Charles D’Ambrosio. Lui, scrittore originario di Seattle e adesso residente a Portland, lo chiama “esilio geografico”: quella condizione per cui le cose importanti accadono altrove – a San Francisco, a New York, a Parigi – e a casa arriva solo l’eco del mondo. A casa arriva solo il rimbombo di un isolamento verde come gli alberi dei boschi e argento come l’acqua di un oceano che nelle sue storie si presenta sempre come confine e mai come luogo di fuga. I personaggi dei racconti di D’Ambrosio ci accompagnano per la prima e l’ultima lettura del nostro viaggio, e sono personaggi di un’umanità infinita, con cui sentirci a nostro agio è – stranamente – facile: ognuno di loro – a volte solo attraverso un gesto, uno sguardo, un magistrale dettaglio – racconta che l’esilio geografico è prima di tutto esilio dell’anima e l’esilio dell’anima è un fatto che ci riguarda – o ci ha riguardato – tutti almeno un po’.

Book Riders | #litPNW | Carver 1

2. Yakima e Port Angeles. A casa di Raymond Carver. L’esilio dell’anima – quello meno romantico e meno lirico – riguarda anche i personaggi di tutti i racconti di Carver. Anzi, riguarda soprattutto loro. Se D’Ambrosio ce ne ha mostrato i colori, per tutta la durata del nostro viaggio Ray ce ne ha ricordato le forme e i chiaroscuri: Carver Country, il libro che Bob Adelman ha realizzato fotografando in bianco e nero i luoghi dello scrittore nel Pacific Northwest e abbinando a ognuno di loro uno o più brani della sua opera (racconti e poesie), è la nostra guida più preziosa. Una guida che ci ha fatto attraversare Yakima, un modesto paesino di provincia nella parte orientale dello stato di Washington, per trovare la sua prima casa o per scovare il piccolo poggio sul fiume Naches dove lui ragazzino – e i suoi personaggi ragazzini – andava a pescare e che, verso la fine del viaggio, ci ha condotto a Port Angeles, nel cimitero dove Carver è sepolto dal 1988 e dove ad attenderci c’era una sorpresa messa lì dal destino: la moglie Tess Gallagher.

Book Riders | #litPNW | Brautigan

3. Sul Columbia River con Richard Brautigan. Niente senso, molta bellezza: così scriveva Baricco recensendo anni fa American Dust di Brautigan; così – con tutto quello che accade nel nostro viaggio e si srotola sotto la nostra strada – diciamo noi seduti su un molo di rara bellezza – appunto – dentro un’ansa del leggendario Columbia River. Come il protagonista del libro, anche noi ci aspettiamo che da un momento all’altro, sull’altra riva dell’ansa, arrivi un furgone carico di mobili e che la coppia alla guida scenda per allestire il proprio salotto sulla spiaggia e mettersi a pescare in poltrona. Questo è il genere di cose che questi luoghi lontani da tutta la normalità del mondo ti portano ad attendere; questo è il genere di cose che le storie di Brautigan – scrittore unico, bizzarro e anticonformista – ti fanno credere possibili.

Book Riders | #litPNW | Palahniuk

4. Portland. La città che Chuck Palahniuk chiama Pornland. Se Brautigan suggerisce cose bizzarre, c’è qualcuno che va ben oltre e di quelle bizzarrie ti dà l’indirizzo esatto. Altro libro, altra guida allora, anche se questa volta decisamente meno poetica e più smaliziata: Portland si fa conoscere ai Book Riders attraverso i suggerimenti di uno dei suoi abitanti più famosi, lo scrittore Chuck Palahniuk, e soprattutto si fa conoscere per tutto quello che nelle altre guide non c’è. Un esempio su tutti: la sezione Dove andare per venire dedicata ai sexy shop e ai luoghi dell’eros. Del resto, se il motto della città è Keep Portland Weird, andare alla ricerca di bizzarrie non può che essere il modo giusto per conoscerla!

Book Riders | #litPNW | Carpenter 2

Book Riders | #litPNW | Carpenter 1

5. Astoria. Quando la vita è scrittura e lo scrittore è Don Carpenter. Portland è anche una delle due città tra cui si muovono i protagonisti di uno dei romanzi più belli che ci ha accompagnati nel Pacific Northwest: I venerdì da Enrico’s. L’altra città è San Francisco, lontana dalle nostre mete del momento ma ad ogni modo vicina perché di lei ci raccontano i movimenti dei protagonisti del libro. Movimenti che si incrociano qui, ad Astoria e sulla ventilata costa dell’Oregon, dove la foce del Columbia River e il confine con lo stato di Washington diventano naturali bivi narrativi: da un lato la vita, dall’altro la scrittura; da un lato la fedeltà, dall’altro l’avventura; da un lato le conferme, dall’altro l’indecisione. Don Carpenter è uno scrittore che non si vorrebbe mai finire di leggere e che inneggia alla purezza della vita come solo chi crede ancora negli ideali sa fare. I Book Riders l’hanno adorato.

Book Riders | #litPNW | Cobain

6. Something in the Way. Il ponte di Kurt Cobain. Così come hanno adorato essere qui, ad Aberdeen, un luogo che forse più di qualsiasi altro rappresenta il tradimento degli ideali e l’impossibilità di crederci. In questo giardino, infatti, veniva a trascorrere i pomeriggi un giovanissimo Kurt Cobain inquieto, disilluso e ostacolato da quel ponte che gli impediva la vista sul resto del mondo. La casa in cui i suoi genitori si apprestavano al divorzio distava solo tre minuti di cammino ed era l’unico luogo in cui i suoi piedi potevano riportarlo quando quei pomeriggi finivano in un tramonto invisibile. Oggi questo piccolo giardino è diventato un parco dedicato a Kurt e alla sua musica, ai suoi testi, alla sua storia. C’è una chitarra, ci sono le scritte dei fans, c’è il ponte sotto cui dormì una notte che non voleva tornare a casa, c’è il testo di Something in the Way scolpito per terra, ci sono ancora nell’aria umida alcune delle parole più belle che sono state scritte su di lui e che abbiamo letto insieme con grande commozione.

Book Riders | #litPNW | Robbins

1. La Conner. Il saluto di Tom Robbins. Commozione che si è dileguata qualche chilometro più in là quando siamo arrivati in un altro angolo di stranezze, l’ultimo di questo viaggio. La Conner è un paesino proprio sotto il confine con il Canada e qui vive ancora oggi uno scrittore scatenato e super pop, Tom Robbins. Questi paesaggi per lui non sono soltanto casa ma anche tessuto narrativo: il suo primo romanzo, Uno zoo lungo la strada, fa convergere in una costruzione in mezzo ai boschi le fantasie più psichedeliche dell’autore, nonché i destini più improbabili di Gesù e Tarzan, di stregoni e circhi senza animali, di donne rivoluzionarie e amuleti d’antica tradizione. Sulle sue pagine cariche di goccioloni di pioggia e di movimenti tellurici i Book Riders salutano il Pacific Northwest e tutte le emozioni che questo angolo davvero lontano di mondo ci ha regalato: introspezione, calma, domande, ricordi, sogni, poesie, sorprese e risa.

Quelle non mancano mai.

Saluti da Seattle!

Book Riders | #litPNW | Greetings

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Le foto di questa cartolina sono a cura di Federico di XPLORE. Se ne volete vedere altre, cliccate qui 🙂

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Un Commento

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