La McMusa enigmistica | Scopri il tuo archetipo di lettura

Di ritorno dai miei viaggi in America c’è sempre un bottino. Durante gli ultimi due tour dei Book Riders, quello nella Californoir di ottobre 2015 e quello nel Pacific Northwest di maggio 2016, il bottino è stato questo (cliccare – sulle foto – per credere):

  • accessori per la cura del corpo e della casa di Anthropologie;
  • quaderni da lavoro Decomposition Book;
  • abiti che denotano il mio gusto per il country;
  • cereali e caffè;
  • elementi sfogliabili di eros e thanatos;
  • un album da colorare con le matite di un nuovo portapenne;
  • foto flyer cartoline;
  • libri libri libri.

Certo, libri.

Per chi nella vita si occupa di letteratura americana, l’azione dell’andare in America, del recarsi personalmente là dove la materia del suo lavoro nasce e cresce ha una valenza in un certo senso archetipica: entrare dentro l’immagine madre del proprio immaginario e uscirne fuori con prove fisiche, tangibili, materiali. Prove da conservare e da usare in un futuro indefinito per rendere quell’esperienza archetipica qualcosa di più che un mero ricordo di vita (e di viaggio).

Leggere una storia per rivivere un’esperienza interiore.

Sono certa che questa spiegazione meta-junghiana gioverebbe un casino all’immagine della McMusa che cerco di forgiare da anni su questo schermo se non fosse che, purtroppo, non è del tutto esaustiva. Accanto all’archetipo motivazionale c’è una ragione molto più semplice e immediata. Quale?

  1. Scelgo i libri che mi servono per i corsi e che in Italia non trovo;
  2. sono i libri preferiti del ragazzo su cui voglio fare colpo;
  3. hanno delle copertine irresistibili;
  4. sono in offerta;
  5. sono libri che ho già letto o che leggerò sicuramente in italiano ma che voglio anche in lingua originale per migliorare l’inglese.

Questi quassù sono i libri che ho preso di recente, questi quaggiù sono altri libri che metto come indizio – e che ho avidamente comprato (o mi sono stati regalati) in altri viaggi americani. Guardateli bene.

Bene bene bene.

Se l’archetipo è un’immagine, se l’archetipo motivazionale mi spinge ad avere, a possedere prove tangibili di tale immagine, allora quale sarà stata quella ragione semplice e immediata che mi ha spinto a comprare tutte queste storie? Anzi, “ragione” qui è il termine sbagliato: si tratta di pura attrazione!

La soluzione di questo piccolo enigma mcmusiano comprende anche una vostra risposta interiore: cosa vi spinge a comprare un libro? Qual è il vostro motore archetipico?

Sinceramente però. Qui da me niente trucchi 😉


Per chi vuole saperne di più:

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  1. Federica Piras

    vabbè con Anthropogie è facile, io avrei comprato tutto il negozio
    scelgo la 3. Anch’io (a volte compro libri solo per la copertina)

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  2. Marta alla tua eta’ dovresti cercare di fare colpo sugli uomini, mica sui ragazzi! smak

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  3. Copertina e titolo, fondamentali per prendere in mano un libro che non conosco o che conosco o che ho già.

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  4. Copertina, copertina, copertina e comunque c’è da dire che buona parte delle copertine delle edizioni “made in USA” sono delle vere e proprie opere d’arte. 😀

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  5. Credo che si tratti di feticismo e con questo intendo includere tutti quegli elementi magici che lievitano dentro e sfociano all’esterno nella ricerca ossessiva e nell’ossessiva soddisfazione del piacere. Detta così sembra sfiorare anche un lato erotico e, diciamocelo, è così. Cosa c’è di meglio che ammirare l’estensione del proprio corpo –> libreria ricolma di succulente pubblicazioni?

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    • Può essere! Per me però si tratta di più della contemplazione di qualcosa di bello che sta fuori di me, non che mi appartiene.. anzi, è più la forza della sorpresa che la conferma dei miei gusti o di desideri interni. Detto questo, il lato seducente resta ed è fortissimo!

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  6. Pingback: Cassandra al matrimonio di Dorothy Baker. Commedia nera nell’assolata California – Diari alaskani

  7. silvana cicco

    A me piace la copertina di Histopia(e il titolo) e Men end cartoons
    ciao

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