Maggio 2015 | Partono i Book Riders

L’idea è nata la scorsa primavera: invece di continuare a far viaggiare le persone con l’immaginazione durante i corsi di Letteratura Americana, trasformare i corsi in veri e propri viaggi letterari in America.

Una trasformazione, una traslitterazione, un chiasmo di realtà e finzione.

Dopo un’elaborazione fulminea e concitata, oggi, grazie alla fortunata e – come mi ha detto qualcuno – predestinata collaborazione con XPLORE, tour operator dedicato solo a Stati Uniti e Canada con sede nella mia stessa città, Torino, l’idea è diventata un progetto.

logo defUn progetto con una data, un foglio excel su cui fare i calcoli, una mappa, un comunicato stampa e, soprattutto, un nome. Un nome bellissimo: Book Riders. Ovvero, esattamente l’idea su cui fantasticavo io la scorsa estate: andare in giro per le strade dell’America come se fossero libri, oppure scoprire nei libri le strade della geografia americana e percorrerle, sentirle snocciolare i loro racconti mentre noi ci corriamo sopra. Devo a Claudia, le mente brillante con cui ho la fortuna di condividere la casa, la grande intuizione del nome; a XPLORE il piacere di averla condivisa e di aver messo l’accento sulle strade, lo spazio privilegiato da ogni rider degno di questo nome; a Thomas, vecchia e cara conoscenza di questo blog, la realizzazione del logo. Un logo in cui c’è l’America, c’è il libro, c’è un pop-up stilizzato che cambia ogni volta a seconda del viaggio che facciamo.

Giusto, perché i Book Riders non vanno solo in Illinois la prossima primavera ma anche in Southern California (autunno 2015) e nel Pacific Northwest (Seattle e Portland, per capirci, primavera 2016). Due viaggi all’anno ogni anno finché non arriviamo a 50, il numero degli Stati americani. Due viaggi all’anno da fare con un bagaglio lasciato mezzo vuoto nel baule della macchina e un libro (o, vista l’occasione, un e-book reader) in mano, mentre io vi indico con il dito i grattacieli di Chicago costruiti dopo il Great Fire e insieme scopriamo i quartieri di Saul Bellow, poi passo il volante a qualcuno e, mentre viaggiamo sulla I-57, vi leggo quel meraviglioso racconto che Dave Eggers ha ambientato proprio sulla stessa strada, poi riprendo il controllo della macchina e parcheggiamo davanti all’università spersa in mezzo ai campi di grano dove ha insegnato David Foster Wallace vent’anni fa, e poi alla fine andiamo a dormire e nessuno capisce più se ci troviamo nella Green Town di Ray Bradbury o se siamo solo contenti.

Ovviamente per ogni Stato americano il tessuto narrativo sarà diverso, ma il carattere – l’avete capito – resterà sempre questo: stare in sella alla letteratura quando questa incontra la geografia.

Comodi, sorpresi e ispirati.

Ready to hit the road?

BookRiders_vert

PS: questa foto (che si allarga e si può salvare sul desktop se ci cliccate su) e altri documenti sono a vostra disposizione, scrivetemi e io vi fornirò risposte, materiali e ulteriori dettagli 🙂

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  1. (sei la mia eroina dei fumetti preferita:-))***

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  2. che figata marta! e’ ancora piu’ bello di quando me lo dicevi ieri! “nessuno capisce più se ci troviamo nella Green Town di Ray Bradbury o se siamo solo contenti” mi ha fatto ridere. E il logo e’ bellissimo! io vengo… sistemo giusto un paio di cose nella mia vita e poi vengo…

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  6. Bellissima idea 🙂 E sento già come colonna sonora Sufjan Stevens

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