Mi spengo | Arrivederci al #SalTo14

liebsteraward-2Qualche giorno fa ho ricevuto un premio. Un premio per blogger che si leggono e stimano a vicenda, e che per dimostrarsi la loro reciproca affezione si nominano e si incastrano in infinite catene di riconoscenza. Questo premio di chiama Liebster Award e – a parte il fatto che io odio la lingua tedesca – il premio del Beloved l’ho ricevuto con piacere e ho promesso alla persona che me l’aveva assegnato che avrei risposto presto e con attenzione. Sì, perché il premio prevede che non si dica soltanto grazie ma che si risponda anche a una breve intervista e si rilanci con dieci nuovi nomi di blogger preferiti.

È poi capitato, durante i giorni successivi, che ho ricevuto un’altra menzione per lo stesso premio, che mi sono dovuta preparare per il Funeral Party di Kurt Cobain, che un trasloco si è reso imminente (un trasloco vero) e che, un mattino tira via l’altro, siamo arrivati a oggi, che è il mio compleanno (il compleanno vero) e io voglio solo festeggiare.

Se fosse divertente vi scriverei che La McMusa chiude, ma siccome le bugie a me hanno insegnato che non si raccontano neanche per lavoro (soprattutto se il tuo lavoro è fare il giornalista) e men che meno per attirare l’attenzione, vi dico più onestamente che, con tutti questi allori ricevuti, a me è venuta un gran voglia di distendermi e allora mi prendo del tempo per portare avanti la vita reale e concludere – almeno – il trasloco. Che è il più facile dei progetti che mi sono messa in testa per questa primavera/estate 2014 e, senza dubbio, quello che mi vocifera suadente all’orecchio: “Se la strada dell’editoria prima o poi ti stancherà, come imbianchina sappi che non sei affatto male.”

Tornerò in piena attività nei giorni del Salone del Libro, che chissenefrega se tanti di voi lo odiano, a me piace. Inseguirò gli appuntamenti che porteranno a Torino un po’ di America e ve li racconterò. Nel frattempo, tuttavia, non vi lascio mica soli. Ah, no. Da qui all’8 maggio sarò sempre attiva sulla mia pagina Facebook, che è più un contenitore di news culturali e immaginari da sogno americano che la versione social del blog, e sarò on the road a promuovere i nuovi corsi di Letteratura Americana in partenza proprio nei giorni del Salone. In tutti questi casi, io vi esorto a farvi vivi: se vogliamo incontrarci al Lingotto, se volete info sui corsi, se volete scambiare due parole. A me farebbe proprio tanto piacere.

Come simpatico regalino con cui giocherellare durante la mia assenza vi lascio Robert Ward. Ve lo ricordate lo scrittore americano fuorilegge portato in Italia da Nicola Manuppelli e autore del fighissimo Io sono Red Baker? Qualche giorno fa l’ho intervistato per quei cattivi ragazzi di Write and Roll Society e ne è venuta fuori una chiacchierata intima sui temi dell’amore, la vita, la morte e l’alcol. Una chiacchierata intima e lunga: andatevela a leggere schiacciando qua. E poi tornate a dirmi se ne valeva la pena oppure no.

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Robert Ward fotografato da Giorgio Serinelli a Milano durante il booktour di “Io sono Red Baker”.

E poi vi lascio gli amici, quelli a cui si affida la propria presenza affettiva quando quella concreta è impegnata in altri doveri. Quelli da cui si consiglia di andare quando tu non ci sei perché di te hanno qualcosa e sai che non tradiscono: senz’altro ci sono Claudia di In The Plot e Alessandra di Libri nella Mente che mi hanno conferito il premio e che – di serie tv la prima, di libri la seconda – sono tra le migliori storyteller che io conosca, sono calamita tra te e lo schermo; c’è Luca di Holden and Company, che è il mio fedele compagno di avventure americane ma ormai è inutile che ve lo presenti perché sono certa che vi ha già fatto suoi da tempo; ci sono Marco detto Malesangue e Marco detto Countryzeb, che – lasciatemelo dire – sono proprio infatuazioni della penna; c’è Ray del già citato Write and Roll Society, che è l’unico al mondo ad essere riuscito a raccontarmi tantissime cose di lui, di me e della vita con una sola poesia; c’è Valentina di Lezioni di Parlo, che è esattamente quello di cui hai bisogno nell’attimo esatto in cui ti accorgi che da un po’ di tempo ti manca una risata; c’è Davide detto Muninn che legge sempre quei libri che io per un motivo o per l’altro mi perdo e poi me li fa gustare proprio come se invece li avessi letti; e infine c’è Aurorina detta Riru Mont, che mi fa amare la Scozia per il solo fatto che è lì che mi aspetta. Da anni.

Ed è così ho assolto la parte più importante della catena del Liebster Award, quella in cui si valorizzano gli altri. Non sono ovviamente tutti i blogger che seguo, ma sono quelli con cui da un po’ di tempo il rapporto si è fatto più stretto. E insostituibile. Non pensiate neanche per un momento che il mio ego si sia nascosto dietro a questo simpatico gesto di galanteria: la sorpresa più sincera ed egocentrica arriverà nei prossimi giorni, quando un bel post schizofrenico e pieno di McMuse risponderà alle domande che mi sono state poste. In chiave, manco a dirlo, americana.

Nel frattempo, tenetevi lontano da chi non fa le cose con il cuore e prendetevi tutto il mio grande abbraccio di buon compleanno.

Ci vediamo presto al Salone del Libro di Torino.

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  1. Grazie per la stima e la simpatia (assolutamente reciproche). Allora resto in attesa della tua mega confessione schizo-egocentrica all’americana 😉 augurandoti nel frattempo un buon trasloco (ne ho subito un altro proprio di recente, quindi hai tutta la mia solidarietà).

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  2. Martaw! Che bello essere citata da te. La mia casa ti aspetta, dentro ci sono io a braccia aperte e una torta in forno. Buon compleanno!

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  3. Grazie per l’amicizia e tutte le cose belle che dici anche di me. Grazie per non smettere di fare la McMusa dopo il trasloco. Grazie per i blog, che se li segui tu vorrà dire che qualcosa avranno da dire. (E grazie ad Alessandra che mi ha avvertito, io è da Pasqua che mangio e bevo coi parenti tra Pasquette e Comunioni e non è che io sia proprio presente con la testa). Bye Bye McMusa! 🙂

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