Pacific Northwest #1 – Intro

Accende oggi i suoi motori la rubrica Lezioni Americane, in cui si raccontano le tappe del mio viaggio/corso di Letteratura Americana e insieme si scopre come, perché e soprattutto con chi andare per le sue strade. Tenendo sempre bene a mente una cosa: il corso è un esperimento narrativo a motore acceso, dove si guarda alla strada come luogo ideale per incontrare scrittori, musicisti, registi, politici, artisti ed editori, dar loro la parola e farci raccontare il paese in cui vivono, lo stato – in particolare – attraverso il quale passa il loro cammino.

In questi mesi giriamo il PACIFIC NORTHWEST e la prima tappa del viaggio si intitola così:

CULTURA ALTERNATIVA, BIRRA, LIBRI E ROSE

Di norma qualsiasi viaggio negli Stati Uniti procede da Est a Ovest e da Nord a Sud. Noi per questa volta cambiamo usanza e andiamo da Sud a Nord, partendo da Portland, Oregon, e arrivando a Seattle, Washington, girando intorno, su e giù, avvicinandoci, allontanandoci, tornando in tutti quei paesaggi boscosi, la costa piovosa, i piccoli centri urbani conservatori o d’avanguardia che insieme alle due città compongono una delle geografie più suggestive degli Stati Uniti. Una geografia che è stata paragonata a quella di un’isola e che, come tutte le isole, ha dato origine a una cultura unica, autentica e molto caratteristica.

Moltissimi i suoi personaggi celebri e, se ci pensate un attimo, tutti piuttosto strani: in Oregon, lo stato in cui siamo appena sconfinati e da cui inizia l’esplorazione, ci dà un allegro benvenuto Matt Groening, il creatore dei Simpson, originario proprio di Portland, quella città che solo ora – grazie forse a qualche divertente test di BuzzFeed o qualche più impegnativa campagna ecologica – inizia a farsi conoscere anche in Italia. Quella città che è bene mantenere strana, come recitano le sue strade.

portland weird

Quella città in cui, dati i bassi prezzi della vita soprattutto negli anni Ottanta/Novanta, si sono raccolti tutti i più disgraziati, creativi, folli individui in fuga dalle convenzioni del resto d’America e, tutti insieme anche se ognuno a suo modo, hanno dato vita a una delle più accanite culture alternative del mondo. Dove alternativa vuol dire: ossessivamente ecologica (è qui che è nato il tree-sitting ed è qui che gli alberi vengono abitualmente abbracciati), tendente all’hipster o perlomeno allo stravagante, al galoppo sul progresso tecnologico, artisticamente – ormai – satura. Come mostra questa vignetta di Joe Sacco, un altro illustre cittadino di Portland che di mestiere fa il giornalista e il fumettista, e che spesso fonde le due anime creative come nella sua graphic novel capolavoro Palestine.

sacco - cultura alternativa 1

sacco - cultura alternativa 2

Una città in cui esistono più fanzine e band indie di quante il mondo dell’arte ne possa assorbire (e sopportare), nel più prosaico mondo del turismo Portland è conosciuta soprattutto per due motivi: le sue più di duecento breweries, ovvero le piccole fabbriche di birra artigianale, e le rose, ogni anno celebrate e acconciate in un festival dedicato. Il suo colosso per eccellenza, tuttavia, resta l’isolato dei libri, Powell’s, la libreria più grande d’America e una delle più imponenti del mondo. Un’istituzione sia online che dal vero, Powell’s è una leggenda in cui per orientarsi hai bisogno di cartelli stradali, colori e una volontà piuttosto ferma che tenga a freno il portafogli.

powell's 2

Un’altra leggenda della città o, meglio, il terzo ospite che ci accoglie e ci racconta il lato più alternativamente leggendario di Portland è il regista Gus Van Sant, che ha scelto questa città come sua casa elettiva e come ambientazione di molti dei suoi film. Tra cui oggi scegliamo il romantico e pieno di poesia Restless, in cui Portland compare come un luogo delle fiabe in cui tutto è possibile,

e il lento e soffuso Paranoid Park, in cui la città è prevalentemente una rampa da skateboard su cui si va a rallentatore.

Nella seconda tappa del viaggio faremo la conoscenza di un altro notissimo abitante di Portland, forse il più famoso in assoluto, lo scrittore Chuck Palahniuk, che della sua città ha scritto una guida molto particolare, Portland Souvenir. Seguendo le sue parole scopriremo tutto quello che di più bizzarro la città ha da offrire, mentre il giusto contraltare visivo lo darà Portlandia, la serie tv che celebra la stranezza di Portland prendendola spassosamente in giro.

Il viaggio è appena iniziato, ma ricordate: in Oregon è vietato fare rifornimento di benzina da soli. State quindi comodi in macchina e fatevi  – tranquillamente – servire.

—–

Ci sono viaggi che si fanno da soli, e poi ci sono tutti gli altri.

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  1. Ceci

    Sono rapita…e ora ci voglio andare: a Portland e al tuo corso! Ma martedì non posso mai, destino avverso! Bravissima come sempre.

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    • Grazie Ceci, come sempre!! Comunque aspetta che arriviamo a Seattle e lì sarà tutta una sviolinata. Sto raccogliendo adesioni per un eventuale bis del corso in un’altra giornata che non sia il martedì. Se vuoi sentiamoci! Baci!

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  2. Ieri ho fatto il test delle citta’ americane quello che avevi postato tu ed e’ uscita proprio Portland. Tra l’altro sto cercando mete sulla luna di miele quindi questo post me lo leggo con calma appena riesco! Come sempre pendo dalle tue parole Marta bella.

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    • Aurorina, il test non è sulle città americane, ma sulle città del mondo. Di americana c’è solo Portland (mi pare) e allora ti dico che è proprio destino!! Andate lì in luna di miele, ci sono le nuvole, le piogge e le coste ombrose come in Scozia.. però più belle 🙂 Love.

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  3. Giusy

    Ciao McMusa. Il tuo progetto è molto molto interessante. Per caso farete delle “dispense” delle lezioni? Dei video??? Vivo a Pavia 😦

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    • Grazie Giusy! Guarda, sto cercando di elaborare dei modi per poter rendere il corso accessibile anche a chi non sta a Torino. Appena ne vengo a capo ve lo faccio sapere. Per il momento, purtroppo, posso solo farvi venire la curiosità con questi brevi e riassuntivi post 🙂 Grazie davvero per il tuo interessamento!

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  4. Pingback: Pacific Northwest #8 – Seattle è grunge | La McMusa

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