Il più bel viaggio fu la Terra

Siccome siamo entrati ufficialmente nel mese pre-natalizio (prima cosa) e dopo un po’ di tette e profano ci vuole sempre un po’ di sentita sacralità (seconda cosa), la rubrica dei Miniracconti – che per ora conta solo un esemplare – si arricchisce oggi di una nuova punta di diamante, questa sì più ricca di doppi sensi e ammiccamenti delle facili dichiarazioni d’amore a James Franco e a tutti gli altri.

Buona lettura e buona sentita sacralità.

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«Per la protezione dei giusti, per la distruzione dei malvagi e per ristabilire i principi della Giustizia Divina, Io mi incarno di era in era»

Mi chiamo Dio, ho sempre 33 anni e vengo da Me (che in italiano vuol dire Me). Vivo da solo. Vivo da solo perché da quando sono mancato gli Altri non mi sopportano, dicono che abbia l’Io.

Sono degli imbecilli, perché dovrebbero saperlo che l’Io l’ho lasciato subito dopo esser mancato l’ultima volta. L’Io non si può portare qui, io rispetto le regole.

Solo questa.

Comunque, siccome Tu mi hai chiesto del viaggio, mi sento in dovere di risponderti un po’. Certo che, non riesci a toglierti quella cosa nera dalla testa? Vedo solo puntini neri da qua, uguali, piccoli, veloci come mosche ronzanti fastidiose prurito.

Ok, scusa. Forse mi è rimasto un po’ di Io. Incastrato.

Ti percepisco sfocata. Sembri lontana. Allora.

La parte più divertente fu lo Spirito Santo, anche perché fu la prima e quindi io ero eccitato. Arrivò a prendermi fresco, era gioioso come nessun Altro e io rimasi credo trenta minuti a farmi abbracciare, tutto sorridente. Trenta minuti in italiano si dice Un Sacco, come la cosa che noi qui usiamo per ricoprire il corpo quando vuole scappare. Lo Spirito Santo aveva avuto il compito di rendermi minuscolo e mettermi dentro Maria. Fece bene il suo compito, mi sembra, perché dopo tutto quel fresco che aveva consumato, riuscì anche a infilarsi un paio di ali sulla schiena e prendere la forma di un Angelo. Come sai, Angelo qui noi lo veneriamo.

Dentro Maria sono stato solo un secondo, che in italiano si dice Nove Mesi. Angelo per fortuna, una volta tornato a Me, mi aveva fatto recapitare tramite lettera un’enorme dose di fresco, e così riuscii a sopportare il caldo che faceva dentro Maria. Lei, però, era fantastica: bella, pulita, dolce e bruna. Bruna, come te e le 666 sorelle di quel cretino di Diavolo. Lei, ovviamente, non aveva niente a che fare con loro, non sapeva neanche chi fosse Diavolo. Beata, lei.

Un giorno ci fu trambusto, in tanti gridavano, ballavano e alzavano le mani in alto indicando Stella. Se pensi a quanto lei è sempre stata timida, quel giorno le sarà sembrato un miracolo avere così tanti occhi addosso! Stella portò un sacco di gente nella nuova casa di Maria, appena costruita con della paglia un po’ croccante da un ragazzo carino che tutti chiamavano Giuseppe (che a Me vuol dire Innamorato), e uno alla volta iniziarono tutti a cantare. Cantare in italiano si dice Cantare e si fa con la musica della voce e delle mani, tutti insieme.

Non so perché ma a me venne subito da strillare fortissimo. Fortissimo. Ci misi 33 anni per strillare, e mi sarebbe piaciuto farlo ancora un po’. Solo che l’Io si mise di mezzo e fui tristemente richiamato a Me. Non volevo tornare, per tre giorni riuscii a nascondermi, ma poi non più.

Peccato però, la Terra era molto più vivibile di Me.

Peccato però, Gesù era molto meglio di Dio. Gesù in italiano vuol dire moltissime cose.

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