Jesus Christ Superstar

L’entroterra degli Stati Uniti è la patria di Gesù. Gesù non è affatto morto duemila anni fa come sostiene la Chiesa. Gesù è ancora vivo. Si è solo trasferito oltreoceano. Ogni giorno qui si dà un gran da fare: ha case sparse in tutto il territorio americano, in ognuna di queste ha un posto a tavola riservato almeno due volte al giorno e viene contattato dagli abitanti di queste case in svariati modi e in svariate occasioni durante tutto l’anno. Qualcuno lo canta anche molto spesso. O lo dipinge mentre gli altri lo cantano.

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Ho visto questo artista realizzare il ritratto di Gesù dal vivo durante la messa di Pasqua, mentre la comunità cantava i canti conclusivi. Non ho capito che tecnica usasse, ma ha realizzato il ritratto in pochissimi minuti!

Nel caso non foste religiosi però bisogna tener d’occhio da che parte sta il loro Gesù. Tra i vari imperialismi che questi paese mette in atto ogni giorno, quello religioso è infatti tra i più forti. Nel mio mese di permanenza nel Central Illinois la domanda ufficiale più frequente – nel senso che ci sono anche domande che loro fanno non su invito, ovviamente, ma questa la facevano proprio su richiesta, quando sollecitati da qualcun altro a sondare cosa un’italiana poteva portare con sé di curioso dal proprio paese d’origine – ecco la domanda ufficiale più frequente era: “Cosa ne pensi del nuovo Papa?”. Ora, io sinceramente del nuovo Papa non penso assolutamente niente, anche perché appena è stato eletto io sono partita e addio notizie dal Vaticano, ma il fatto significativo è un altro: tra tutte le cose che un americano del Midwest può ricollegare all’Italia, la prima e più lampante è quella che all’Italia neanche dovrebbe appartenere perché situata in uno stato che si proclama indipendente. Questa cosa è il rappresentante di Dio sulla terra.

Dopo attimi di disorientamento, la risposta che davo io – ma più spesso il mio amico Roberto che insegna Storia del Cristianesimo all’università – era un astuto quanto innocuo ricamo di concetti senza contenuto e sorridenti diplomazie. Il messaggio subliminale era: nonostante noi il Papa ce l’abbiamo in casa, nessuno di noi, neanche la più anziana tra le nostre fanatiche di provincia, è ai vostri livelli. Tenetevi la vostra follia ché noi ci teniamo il Papa.

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Questa croce bianca altissima (60 m) è il simbolo della città di Effingham, Illinois, e si trova di fianco all’autostrada, alle porte della cittadina.

Le chiese degli Stati Uniti sono derivazioni della chiesa protestante e si dichiarano cristiane e non cattoliche. Dunque: non credono nell’azione evangelica della Chiesa, non credono nella figura mediatrice del Papa (sì, viene da dire, ma allora fatti i fatti tuoi!) ma, al contrario, esaltano un rapporto diretto con Dio e Gesù, che si basa sostanzialmente sulla lettura personale – la maggior parte della volte guidata da qualche santone – della Bibbia. Le chiese di questo tipo superano quella cattolica (ovvero quella egemone in Italia) di dieci volte almeno e si suddividono in una serie infinita di sottoinsiemi: avventista, presbiteriana, luterana, metodista, chiesa di Cristo e non so quali altre. I preti non esistono: esistono signori in giacca e cravatta che non solo non devono osservare alcun sacrificio simile a quello dei preti cattolici, ma devono perseguire un’unica missione: promuovere, alla stregua di un prodotto da supermercato – quindi con retorica a mille, grida, gesticolazioni drammatiche degli arti superiori, inflessioni della voce e sorriso diabolico – la più conservatrice visione della vita e della religione che io abbia mai conosciuto.

Gesù quando era in vita ha deciso cosa era giusto e cosa era sbagliato (tutto quello che è liberal, dai diritti per le persone omosessuali all’aborto.. strano che non menzionino il divorzio visto che qui si sono sposati almeno tutti due/tre volte, o il comandamento “non uccidere” visto che tutti nel cassetto del mobile nel living hanno almeno due/tre pistole e fucili).

Preghiera prima di tutti i pasti. Elemosina. Pace. Molti dei loro figli sono in guerra.

Senso di comunità. Servizio per la comunità. Nazionalismo. Bandiere americane issate davanti a ogni casa.

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Scatto rubato durante la messa in una chiesa cristiana di Lincoln, Illinois.

Quando si va a messa a ogni fedele viene consegnato un foglietto che contiene moltissime cose: le attività che la parrocchia propone durante la settimana o durante la Sunday School, l’ammontare delle donazioni che la comunità sta versando per diverse iniziative, il racconto di qualche compaesano o qualche sfortunato in giro per il mondo che è stato aiutato da una di quelle donazioni, la wishlist di una realtà in difficoltà che ha bisogno di donazioni, le preghiere e i passi della Bibbia che verranno letti durante il service e una clipboard. Una clipboard è un foglietto strutturato come gli esercizi che si fanno a scuola quando si ha una frase mezza piena e l’altra mezza dobbiamo compilarla noi. I fedeli la appoggiano sulle proprie ginocchia quando l’officiante fa la predica: mentre lui fa scorrere le slide sui maxischermi distribuiti nella chiesa e interrompe qua e là la narrazione perfoto inserire aneddoti personali, i fedeli compilano frase per frase. A uno dei service a cui io ho assistito il tema era il rapporto matrimoniale, tra uomo e donna, esclusivamente. La regola è: la donna rispetta l’uomo come la Chiesa rispetta Dio, l’uomo si prende cura della donna come Dio si prende cura della Chiesa. Chiesa uguale comunità, ovviamente, niente a che vedere con il Papa. Il matrimonio funziona solo se amore e rispetto sono distribuiti correttamente e secondo i giusti flussi. In sostanza: la donna deve dimostrare al marito devozione e ammirazione, l’uomo così si sente rispettato ed è più disposto a dimostrarsi tenero e gentile con sua moglie. Che, in effetti, ha bisogno di sentirsi amata molto più che rispettata e dunque deve fare in modo che il marito accontenti le sue esigenze affettive.

Mentre l’officiante diceva questo le coppie di fedeli si tenevano per mano e i loro occhi erano fissi, spalancati e vuoti.

Welcome back to the Fifties!

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  1. Mi ricordo un gran numero di chiese in Illinois, che andavano intensificandosi in Missouri e poi in Kansas. Avevano queste scritte gigantesche o dislocate lungo la strada con i messaggi su Gesù bellissimo, fichissimo e potente che punirà i malvagi. La cosa più straordinaria (me lo ricordo soprattutto in Missouri) era la continua alternanza tra chiese e negozi di armi. Non sapevo se ridere o essere angosciata.
    Quasi attaccata a Lincoln c’è Atlanta, dove si trova uno dei pochi Muffler Man (o Gemini Giant) ancora sparsi per gli USA. In particolare si tratta di quello che imbraccia l’hot dog gigante.

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  2. masticone

    non ti sei fatta viva ieri sera
    ma va bene lo stesso
    ti voglio bene uguaglio

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